Il pedagogista è l’educatore a scuola

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Articolo di sponsorizzazione del concorso Blogger Per un giorno.

Propongo un iniziativa della associazione Apei della sede di Napoli.

L’ARTICOLO NON è SCRITTO DA ME!

Prontoeducatore

approfondimento legge IORI

nascita a Napoli dei laboratori creativi di IDEE GRATUITI APEI per dare ai professionisti pedagogisti una voce

Comunicato stampa Apei

Partono a Napoli i Laboratori Creativi di idee (LCDI) firmati APEI.

L’obiettivo dell’APEI è di dare sostanza professionale agli ambiti lavorativi

indicati dalla legge IORI di prossima approvazione al Senato. Si è voluto

creare uno spazio privilegiato di idee per approfondire il “COME” lavorano i pedagogisti e gli educatori e quali strumenti utilizzano nel sociale distinguendosi dalle altre professioni.

In questo primo incontro, che si terrà il 21 ottobre 2016 presso il centro studi “obiettivo Futuro”, si aprirà il dibattito con un’esaustiva esposizione della legge IORI e su i

possibili scenari che si raffigureranno all’indomani della sua approvazione.

Si affronteranno i diritti e i doveri dei pedagogisti e degli educatori per poi proseguire, con il contri buto di professionisti impegnati nel campo, per poter definire i campi di applicazione e le strategie.

La tematica verterà sul pedagogista e l’educatore a scuola:

IDEA : Il pedagogista e l’educatore devono essere un punto di riferimento per valorizzare l’

offerta formativa a scuola quindi durante questo incontro ci si interrogherà su quali sono i

compiti del pedagogista e dell’educatore e quante funzioni può svolgere all’interno della scuola, in relazione all’esperienza che ognuno di noi ha vissuto nell’ambito educativo.

OBIETTIVO: L’Apei si pone l’obiettivo di rendere stabile la presenza di un pedagogista e un

educatore all’interno di tutte le scuole, di ogni ordine e grado, per occuparsi delle “funzioni strumentali” attualmente prerogativa dei docenti.

LEGGE IORI : Con l’approvazione del disegno di Legge Iori troveremo tutte le risposte che ci servono per essere riconosciuti come professionisti , proprio per questo dobbiamo unire le nostre forze per riportare la pedagogia al centro del sociale.

VENERDI’

21 ottobre 2016 ore 15.30

19.30

15.30 Introduzione Legge Iori e il pedagogista e l’educatore scolastico

16.30 L’offerta pedagogica a scuola

17.00

19.30 Laboratorio creativo delle idee

Organizzatori:

Dott. Gianvincenzo Nicodemo, Vicepresidente A

PEI

Dott.ssa Simona Di Paolo, Pedagogista APEI

Dott.ssa Carmela Internicola, Pedagogista APEI

Dott.ssa Sonia Sellitto, Pedagogista APEI

Il seminario si terrà presso il centro studi “Obiettivo Futuro” sito in Piazza Garibaldi, 3 Napoli

INFO: Per iscriv

ersi bisogna inviare una email apei.campaniaidee@gmail.com per poter ricevere la

scheda di partecipazione entro il 18 ottobre 2016

Alla fine della giornata formativa sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

https://youtu.be/VdD68SNcHLY  VIDEO UFFICIALE

FEMMINICIDIO : LA PEDAGOGIA E’ UNA RISPOSTA POSSIBILE

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Bentornati,

Finalmente un nuovo articolo sul mio blog.

Ci saranno dei cambiamenti a partire dal passaggio da blogger a wordpress per il blog.

Questo  articolo fa parte del concorso “Blogger Per Un Giorno”dove decido di sponsorizzare coloro che hanno un ente, servizio, progetto, ecc ovviamente inerente l’educazione e la pedagogia. Il primo articolo che vi propongo è della dot.ssa Di Paolo.

Qui sotto l’intero articolo  e il video.

p.s. NON è STATO SCRITTO DALLA SOTTOSCRITTA

Prontoeducatore

I fatti di cronaca, dall’inizio dell’anno ad oggi, contano sessanta casi tra femminicidi e violenze sulle donne.

Un fenomeno che purtroppo è sempre in aumento. Donne punite per aver scelto di vivere la propria vita in modo diverso, donne la cui vita è stata stroncata per il solo motivo di non essere più innamorate del proprio partner.

Questo è un fenomeno sociale che segnala un grande disagio nelle relazioni umane e una diseducazione alla relazione tra pari, al rispetto dell’altro e delle regole civili. Quali sono le cause di tanto odio? Frustrazione, incapacità di accettare un rifiuto, l’emancipazione femminile che fa vivere negli uomini la paura del confronto o la perdita del loro ruolo di predominanza nel sociale?

Oggi si tende, sempre più spesso, ad attribuire tali atti a cause di natura psicologia o psicotica. Può mai essere che sessanta casi in poco più di sei mesi siano da attribuire tutti a delle patologie? Non è forse da andare a ricercare le cause in un momento sociale dove l’ordine del sistema valoriale è stato sovvertito da una crescente crisi umana? Un disorientamento sociale  ma soprattutto affettivo e comunicativo. Una depersonalizzazione dell’essere umano visto e vissuto come oggetto da possedere e gestire , spogliato di ogni umanizzazione.

Oggi c’è la tendenza, sempre più marcata,  a voler medicalizzare i soggetti che si allontanano dalle norme, che siano esse civili o relazionali.

L’on. Boschi afferma che la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne sono una priorità del governo , ma ribadisce che c’è bisogno di risposte concrete.

La domanda è, in che modo il sociale si impegna in questa prevenzione?

In quanto pedagogista mi chiedevo se la risposta, efficace ed efficiente, non sia da ricercare in un approccio educativo, che ponga le sue radici alla base dell’evoluzione sociale. Una società nasce dalla Scuola alla quale è deputato il compito di formare gli uomini e le donne del domani in sinergia con le famiglie che andrebbero supportate nel difficile ruolo genitoriale. Si sente più che mai forte il bisogno di rafforzare il lavoro educativo in tutti gli ordini di scuola, a partire dalla Scuola dell’Infanzia, in cui educare con particolare attenzione alla vita democratica, all’ascolto empatico, al trovare “insieme” le soluzioni, al dare a tutti la parola, ai lavori di gruppo, quella che viene definita “ Educazione Cooperativa” in cui forgiare nel riconoscimento dell’altro come tuo pari, i nuovi cittadini europei.

Troppo spesso il ruolo di pedagogisti ed educatori viene sottovalutato e anzi, a volte, spodestato da altre scienze che hanno, si ,il loro grande valore ma che impropriamente operano in campi non di loro pertinenza.

Grande è l’attenzione della società per questi terribili delitti, ma occorre superare l’emergenza e lavorare dal basso, ricostruendo adesione sociale sui valori che hanno fatto grande, accogliente e inclusivo, il nostro paese. Vi è stato un tempo in cui i genitori educavano i figli grazie ad un modello condiviso, forse in questo clima di grande crisi l’inserimento di pedagogisti ed educatori all’interno delle scuole e degli enti sociali può essere un risposta concreta per recuperare una società allo sbando.

Alessandro Prisciandaro

Presidente Nazionale APEI

Dr.Simona Di Paolo

Pedagogista APEI