Recensione film: Youth- La giovinezza film di Paolo Sorrentino

Youth di Paolo Sorrentino è un film a mio parere penalizzato fortemente al festival di Cannes. E’ un film bellissimo e denso di significati. Riporto in questo articolo una breve recensione e un commento personale.
I protagonisti principali sono Michel Cane, un direttore d’orchestra e compositore molto famoso che interpreta Fred e Mick, amico di Fred da molti anni e regista internazionale.
I due amici stanno trascorrendo le loro vacanze nelle alpi svizzere in un hotel di lusso.
In questo hotel si succedono diversi ospiti strani ad  esempio miss universo e un attore che non sa come interpretare Hitler ed in “crisi di identità”. Miss universo corrisponde alla giovinezza per i due protagonisti.
I due amici si ritrovano da diverso tempo, chiaccherano insieme ma solo di cose belle.
Fred, vorrebbe smettere di comporre anche se riceve diverse richieste tra cui quella della regina Elisabetta di Inghilterra che all’inizio rifiuta ma verso la fine accetterà e il concerto sarà un successo.
Fred, restio nell’accettare la proposta inglese per via della morte della moglie anche se non recente ma egli specificava piu’ o meno  ” Quelle melodie semplici le condividevo con mia moglie”, come se fossero “private” solo per loro.
Mick, regista famoso aveva come ultimo desiderio un film testamento sulla Vita e chiama una delle attrici piu’ fidate interpretata da Jane Fonda, la quale declina l’offerta ridicolizzando il film e il regista definito “vecchio”!.
Mick alla fine decide di suicidarsi provato da quest’ultima e dalla difficoltà di trovare il finale del film e le diverse difficoltà per poter fare il film.
Alla fine della vacanza e dopo la morte dell’amico regista di Fred, decide di accettare la proposta inglese come ho detto nelle righe precedenti e onorare in un certo qualmodo la memoria della moglie che interpretava insieme a lui l’opera.
Piu’ che un film sulla giovinezza sembra un film sulla vecchiaia in quanto i due personaggi principali fanno un bilancio della propria vita di cio’che hanno fatto o avrebbero dovuto fare o avrebbero fatto diversamente o meglio. Qui si evince la fase dello psicologo Erickson che chiama vecchiaia  dai 65 in poi, l’ integrità dell’Io/disperazione in cui appunto si attua un bilancio della propria vita i frutti di cio’ che si è costruito per lasciare alle generazioni future. Si pensa anche alla morte e a come approcciarsi ad essa a cosa lasciare ecc.
Nonostante tutto il messaggio di questo film a mio parere è che la vita va vissuta a pieno e che la vita è una Non sprecarla!
Gli anziani sono piu’ che mai fondamentali nella società, al giorno d’oggi aiutano i figli o i nipoti non solo dal punto di vista economico ma anche familiare ed affettivo.
L’allungamento della vita ha portato a squilibri anche legati ai servizi per anziani, al sostegno sociale e sanitario. Occorre non solo pensare al giovane o al disabile o al bambino ma anche ai nostri anziani.! Fanno molto per noi!

p.s. Non sono un’ esperta nella recensioni questa è solo frutto di considerazioni personali.