Il tempo nell’ambito educativo

In una società dell’immediatezza, dell’istantaneo, del qui ed ora e della scarsa capacità di prendersi del tempo per se stessi o per il prossimo la tematica temporale risulta essere la più attuale.

Non siamo più in grado di attendere nei differenti aspetti della vita quotidiana ma anche nel lavoro educativo con l’utente. La pazienza, il sapere aspettare è ormai solo un lontano ricordo.

Non siamo più in grado di comprendere e attivare quella relazione di aiuto adeguata al tempo previsto e non calcolato come se ci fosse questa tipologia temporale.

La programmazione, l’agenda delle nostre attività quotidiane e di progettazione pedagogica è piena di impegni i quali spesso non riusciamo a seguirli. Facciamo molta fatica e perdiamo una notevole quantità di energie.

Se per caso nel nostro lavoro non otteniamo o non risolviamo una determinata cosa reagiamo in modo aggressivo e nervoso. L’utente, nel caso del progetto educativo lo percepisce e puo’ compromettere l’intero lavoro.

La relazione educatore – educando deve tendere alla reciprocità, alla solidarietà ma anche ad essere rigoroso per alcuni versi in quanto è fondamentale stabilire le regole tra le parti.

Il tempo non è solo sovrano dobbiamo anche perdere tempo ricordando la pedagogia della lumaca di Zavalloni.

Il tempo deve diventare il nostro alleato e non il nostro nemico come accade nella nostra società. Il tempo è prezioso e dobbiamo saperlo gestire correttamente anche per noi stessi perdendo anche il tempo come già esplicato.

Vi propongo qui sotto un breve video di IGTV ( Instagram tv) sulla pazienza in pedagogia. Vi ricordo di seguirmi anche su Instagram e igtv per poter vedere altri video!

Concludo questo breve articolo con due domande: Sapete realmente gestire il vostro tempo? Riuscireste a perdere tempo?

Maria Sara

Il Giardino Della Pedagogia

I Videogiochi: Rischi ed Opportunità per i giovani

videogiochi

Quali rischi si rincorrono nei videogiochi per i nostri bambini? Quali sono le opportunità e i benefici che possono avere?
Se sei un genitore queste domande le avrai sentite molte volte.
Qui cerchero’ di risponderle in modo semplice e cercando un possibile compromesso tra voi e i vostri figli. I videogiochi possono essere un valido strumenti se usati con moderazione per migliorarli dal punto di vista cognitivo.
Qui infatti voglio spiegare non sono i difetti ma anche i pregi nell’utilizzo di tali tecnologie.
Inizio con analizzare i difetti che sono abbastanza comuni ed evidenti in tutti noi quali sedentarietà,riduzione dei rapporti interpersonali, aggressività, atteggiamenti violenti e difficoltà nei rapporti prosociali.
I benefici invece sono un miglioramento cognitivo, dell’ utilizzo di spazi e orientamento, creatività ed originalità vengono sviluppate. Attenzione tutto questo se utilizzati intelligentemente massimo 1 ora al giorno. L’eccesso puo’ provocare danni cerebrali che possono diminuire ma non scomparire diminuendo la frequenza al gioco.
Un effetto negativo per il videogioco è come ho detto pocanzi l’aggressività infatti  l’esposizione del bambino ad avvenimenti negativi porta il soggetto ad assumere tali atteggiamenti.
Su questo punto pero’ il dibattito è aperto nell’ambito scientifico. Si ipotizza che si attiva nella memoria nell’area semantica quando il soggetto è esposto a contenuti violenti quali alcuni tipi di videogiochi le informazioni nel cervello vengono elaborate e in questo senso si determina il comportamento aggressivo.
In questo senso anche la teoria dell’apprendimento sociale lo ha studiato e provato.
La dipendenza al gioco è un problema che è diffuso nella maggior parte delle famiglie italiane inclusa se hai figli anche la tua.
Importante è l’acquisto del videogioco giusto, aiuto per i genitori sono alcune raccomandazioni PEGI, la quale informa sull’età e sul contenuto del gioco. Una sorta di etichetta informativa.
Tale strumento a mio parere andrebbe potenziato e divulgato. Ovviamente è opportuno evitare di far giocare i propri figli a gioco per adulti o poco seri.
Un ruolo cruciale lo hanno i media digitali e i mass media i quali incorraggiano i fruitori ad effettuare comportamenti antisociali ed aggressivi.
Le variabili protettive come un buon ambiente possono limitarne gli effetti.
Fattore di rischio è la durata di esposizione e di gioco che puo’ come ho detto prima indurre alla “dipendenza”.
Il fattore salute non è da sottovalutare come nemmeno quello psicofisico. E’ stato appurato che l’aumento dell’ansia, ostilità, stanchezza, crisi epilettiche, obesità infantile e bruciore agli occhi e alle mani sono segnali importanti di allarme.
I videogiochi da consigliare sono sicuramente quelli cognitivi, per imparare qualcosa, a magiare sano, una lingua straniera…
Il videogiocare in modo corretto ha effetti positivi sul problem solving, attenzione, iperattività, controllo, percezione, memoria, apprendimento,  ambiente, spazio, funzioni metacognitive e sociali possono essere implementate con giochi mirati.
Non voglio obbligare a giocare tutti i bambini a questi tipo di giochi ma  è opportuno una guida genitoriale adeguata anche con il coinvolgimento di vostro figlio/a nel gioco in modo moderato circa 1 ora al giorno.
Devono avere un ruolo tutorale, dialogativo, supporto e incoraggiamento costruttivo e non distruttivo con punizioni e atteggiamenti negativi.
Il videogiocare infine  puo’ essere uno strumento per migliorare il familiare, i legami e i rapporti tra i diversi membri.

Quali rischi si rincorrono nei videogiochi per i nostri bambini? Quali sono le opportunità e i benefici che possono avere?
Se sei un genitore queste domande le avrai sentite molte volte.
Qui cerchero’ di risponderle in modo semplice e cercando un possibile compromesso tra voi e i vostri figli. I videogiochi possono essere un valido strumenti se usati con moderazione per migliorarli dal punto di vista cognitivo.
Qui infatti voglio spiegare non sono i difetti ma anche i pregi nell’utilizzo di tali tecnologie.
Inizio con analizzare i difetti che sono abbastanza comuni ed evidenti in tutti noi quali sedentarietà,riduzione dei rapporti interpersonali, aggressività, atteggiamenti violenti e difficoltà nei rapporti prosociali.
I benefici invece sono un miglioramento cognitivo, dell’ utilizzo di spazi e orientamento, creatività ed originalità vengono sviluppate. Attenzione tutto questo se utilizzati intelligentemente massimo 1 ora al giorno. L’eccesso puo’ provocare danni cerebrali che possono diminuire ma non scomparire diminuendo la frequenza al gioco.
Un effetto negativo per il videogioco è come ho detto pocanzi l’aggressività infatti  l’esposizione del bambino ad avvenimenti negativi porta il soggetto ad assumere tali atteggiamenti.
Su questo punto pero’ il dibattito è aperto nell’ambito scientifico. Si ipotizza che si attiva nella memoria nell’area semantica quando il soggetto è esposto a contenuti violenti quali alcuni tipi di videogiochi le informazioni nel cervello vengono elaborate e in questo senso si determina il comportamento aggressivo.
In questo senso anche la teoria dell’apprendimento sociale lo ha studiato e provato.
La dipendenza al gioco è un problema che è diffuso nella maggior parte delle famiglie italiane inclusa se hai figli anche la tua.
Importante è l’acquisto del videogioco giusto, aiuto per i genitori sono alcune raccomandazioni PEGI, la quale informa sull’età e sul contenuto del gioco. Una sorta di etichetta informativa.
Tale strumento a mio parere andrebbe potenziato e divulgato. Ovviamente è opportuno evitare di far giocare i propri figli a gioco per adulti o poco seri.
Un ruolo cruciale lo hanno i media digitali e i mass media i quali incorraggiano i fruitori ad effettuare comportamenti antisociali ed aggressivi.
Le variabili protettive come un buon ambiente possono limitarne gli effetti.
Fattore di rischio è la durata di esposizione e di gioco che puo’ come ho detto prima indurre alla “dipendenza”.
Il fattore salute non è da sottovalutare come nemmeno quello psicofisico. E’ stato appurato che l’aumento dell’ansia, ostilità, stanchezza, crisi epilettiche, obesità infantile e bruciore agli occhi e alle mani sono segnali importanti di allarme.
I videogiochi da consigliare sono sicuramente quelli cognitivi, per imparare qualcosa, a magiare sano, una lingua straniera…
Il videogiocare in modo corretto ha effetti positivi sul problem solving, attenzione, iperattività, controllo, percezione, memoria, apprendimento,  ambiente, spazio, funzioni metacognitive e sociali possono essere implementate con giochi mirati.
Non voglio obbligare a giocare tutti i bambini a questi tipo di giochi ma  è opportuno una guida genitoriale adeguata anche con il coinvolgimento di vostro figlio/a nel gioco in modo moderato circa 1 ora al giorno.
Devono avere un ruolo tutorale, dialogativo, supporto e incoraggiamento costruttivo e non distruttivo con punizioni e atteggiamenti negativi.
Il videogiocare infine  puo’ essere uno strumento per migliorare il familiare, i legami e i rapporti tra i diversi membri.