Arancia Meccanica: La Pedagogia

La delinquenza giovanile e minorile è un problema persistente nella nostra società di massa. Alcuni pensano che tale atteggiamento derivi dalle mode del momento ad esempio in alcuni tipi di musica oppure in alcuni protagonisti dello spettacolo altri ancora pensano che derivi da problematiche familiari o dal contesto sociale del soggetto che lo modifica portandolo a delinquere o comunque a compiere comportamenti anomici.

Trasgredire le regole e compiere atteggiamenti “sopra le righe” è tipico del periodo adolescenziale ma, non solo, anche nell’infanzia in particolare nei primi anni di vita del bambino, sia con i genitori sia all’interno dei servizi specifici.

E’ proprio di recente sulla scia di questo argomento che ho visto “Arancia Meccanica” di  Stanley Kubrick, film degli anni ’70 e sto leggendo l’omonimo libro.

Durante la visione mi sono venuti in mente alcuni spunti e considerazioni pedagogiche.

Il protagonista è Alex, ragazzo minorenne dall’animo irrequieto. Fonda una banda criminale che attua comportamenti aggressivi, violenti, anomici e fortemente contrari alle norme sociali, all’interno di abitazioni. Le vittime vengono violentate e abusate se di sesso femminile.

Durante una rapina all’interno di una abitazione Alex viene catturato dalla polizia ma senza il resto della banda. Alex viene rinchiuso in prigione per il recupero.

Successivamente viene trasferito e inserito in un programma sperimentale “Ludovico” nel quale il protagonista durante la visione di alcuni film violenti e con la somministrazione di gocce ed elettrosciok viene “curato e recuperato”. Il tutto però non servirà in via ultimativa.

Inizialmente la terapia sembrava recare un reale cambiamento da parte di Alex che, davanti a comportamenti aggressivi, persecutori e anomici sulle persone provocavano in lui nausea, vomito e un impedimento ad azioni violente.

Nel corso della storia tutto gli si ritorce contro in quanto il gruppo di ragazzi appartenenti alla sua banda si vendicano di lui, comprese le persone alle quali il protagonista ha perpetrato comportamenti contrari alle norme sociali.

Nel libro il linguaggio, i comportamenti e gli atteggiamento sono molto più marcati e violenti sia da parte del protagonista Alex sia della banda criminale.

Concludo con alcuni spunti pedagogici che sono emersi nella visione del film e della lettura del libro. Non solo il passato sembra essersi palesato nel mondo di arancia meccanica dal punto di vista del recupero e della rieducazione del capo banda, ma anche i pregiudizi e la scarsa capacità genitoriale dei familiari di Alex, i quali influenzati dai media e dalla gente comune hanno contribuito alla emarginazione del loro figlio.

Solamente alla fine del film si rendono conto dell’errore.

L’incapacità nella gestione del figlio ha portato il protagonista a compiere atti criminali e ha fondare il suo gruppo. Tale tratto della personalità rimarrà in modo indelebile e permanente perché sappiamo che l’unica maniera per poter rieducare coloro che hanno commesso reati è il sistema rieducativo di Beccaria.

L’incapacità a compiere la funzione genitoriale, la stigmatizzazione, gli stereotipi e la mancanza di cura e di comprensione reale del soggetto, o dei soggetti criminali, porta anche al giorno d’oggi allo stesso epilogo di Arancia Meccanica.

Il Giardino Della Pedagogia

Maria Sara

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Recensione Film di Antonella Montesi

di Antonella Montesi 

 

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Recensione Film: IL PALAZZO DEL VICERÉ

Articolo del concorso “Blogger Per un Giorno” di Prontoeducatore.
Scritto  da Antonella Montesi
Prontoeducatore
un film di Gurinder Chadha
con
gli straordinari interpreti
Hugh Bonneville (Downton Abbey) e Gillian Anderson (X-Files)
  
Distribuzione
 
scuole
 
 
 
Dalla regista anglo-indiana di “Sognando Beckham” Gurinder Chadha, un’opera epica e coinvolgente, di ambientazioni, costumi e fotografia da grande film inglese, che ricostruisce lo straordinario momento politico e diplomatico che portò alla Partizione dell’India e di cui furono protagonisti l’ultimo viceré Lord Mountbatten e i leader locali: Ghandi, Nehru e l’islamico Jinnah, fondatore del Pakistan.
Nel 1947, dopo 300 anni, il dominio dell’Impero Britannico in India si avvicina alla fine. Il nipote della Regina Vittoria, Lord Mountbatten, con la moglie Edwina e la figlia Pamela, si trasferisce per sei mesi nel maestoso Palazzo del Viceré a Delhi. Il suo delicato compito, come ultimo Viceré, è quello di accompagnare l’India nella transizione verso l’indipendenza. Presto però, nonostante gli insegnamenti di Ghandi, la violenza esplode tra musulmani, induisti e sikh, e sfocia nella cosiddetta “Partition” fra India e Pakistan, coinvolgendo anche gli oltre 500 membri dello staff che lavorano al Palazzo e avendo come esito disastroso milioni di profughi e di morti. E anche la storia d’amore, che sfida le convenzioni e il destino, tra due giovani indiani, entrambi a servizio del Viceré, la musulmana Aalia e l’induista Jeet, rischia di essere travolta dal conflitto delle rispettive comunità religiose.
 
Il film è liberamente ispirato dai libri  Freedom at Midnight di Larry Collins e Dominique Lapierre e The Shadow of the Great Game di Narendra Singh Sarila, oltre che allo studio di documenti politici e diplomatici desecretati.
 
I DOCENTI SU “IL PALAZZO DEL VICERÉ”
 
“Da vedere assolutamente”
 
“Splendido, intenso, commovente, istruttivo”
 
“Tocca temi trasversali con eleganza, efficacia e passione”
“Il film è ottimo per consentire ai ragazzi dei vari indirizzi disciplinari di riflettere su tematiche storiche, politiche, economiche e strategiche. L’intersezione di documenti storici e costruzione filmica consente una proficua fruizione critica”
 
“Affronta in modo appassionato e delicato insieme un nodo cruciale della storia politica, umana e sociale recente. Fa riflettere sulle divisioni di oggi e sul problema dei profughi”
 
“La vera storia si conosce così e le immagini favoriscono la comprensione degli avvenimenti”
 
“Un argomento così interessante e complesso, ma ripeto INTERESSANTE finalmente al CINEMA ! Ho riprovato le sensazioni vissute anni fa nella lettura di due romanzi proprio sulla Partizione… E’ un film onesto, lineare, COMMOVENTE, INTERESSANTE E NECESSARIO”
 
LA PAROLA ALLA REGISTA
“Undici anni fa, andando alla ricerca delle radici della mia famiglia, sono arrivata in Pakistan e ho capito che la casa di mio nonno era in un Paese diverso da quello che avevo sempre immaginato. Mia nonna fu infatti tra i 14 milioni di persone costrette nel giro di una notte, tra il 14 e il 15 agosto 1947, a emigrare da una parte all’altra dell’India a seguito della divisione del Paese, fino ad allora colonia britannica, nei nuovi Stati indipendenti di India e Pakistan. Ho capito cosa significa perdere tutto in una notte. E mentre raccoglievo migliaia di comparse per ricreare un campo profughi del 1947, ci arrivavano le immagini della Siria.
Quando ho iniziato a fare le ricerche per il film la storia mi è apparsa molto diversa da quella che mi avevano insegnato a scuola, in Inghilterra, e cioè che Mountbatten fu costretto a dividere il Paese perché gli indiani iniziarono a massacrarsi. In realtà il Governo britannico, di concerto con l’America, aveva pianificato da tempo come definire la futura mappa dell’Asia del dopoguerra, creando in Pakistan un Stato cuscinetto  da opporre all’URSS, mantenendo la propria influenza in una regione ricca di petrolio. Il mio desiderio era raccontare questa versione dei fatti, poco conosciuta.
Al di là della ricostruzione storica, il film è molto attuale perché parla di confini artificiali, di nazioni che con le loro decisioni interferiscono con altre, delle loro conseguenze sulla gente comune, di empatia per i rifugiati. Di quel che accade quando i politici cercano di dividerci usando come scusa la razza, la lingua o la religione.
Non desideravo soltanto esplorare i motivi storici che hanno portato alla Partizione e concentrarmi sulle dispute politiche di personaggi pubblici. Volevo anche fare in modo che il pubblico comprendesse l’impatto di quella scissione sulla gente comune.
Spero che il mio film possa aiutare la gente a capire le conseguenze logiche di una politica dell’odio e della divisione. Non può essere questo il futuro dell’umanità. Non è una cosa di cui possono essere fieri gli esseri umani. Dunque mi auguro che sia apprezzato dalle persone che si sentono deluse dai politici quando questi predicano l’odio. Mostra le conseguenze dirette di quanto può accadere se si promuove la divisione che può solo sfociare nella morte, nella distruzione e nella violenza.
Avevo bisogno che il messaggio di riconciliazione del film parlasse ai pachistani, agli indiani e agli inglesi e che andasse dritto al cuore delle persone, oltre che alla loro mente. Se avessi voluto fare un film esclusivamente politico, avrei potuto fare un documentario. Ma per raggiungere un pubblico più ampio, avevo bisogno di intrattenere oltre che di istruire. Ed è per questo che ho scelto di intrecciare gli eventi politici con una storia d’amore: in fin dei conti, anche quando il mondo va in pezzi attorno a noi, la vita continua e se da un lato il cuore degli esseri umani patisce la sofferenza, dall’altro possiede anche un’enorme capacità di amare!
 
PROIEZIONI PER LE SCUOLE
Per il suo altissimo valore educativo, culturale e sociale, Il Palazzo del Viceré sarà disponibile, anche in versione originale in lingua inglese con sottotitoli in italiano, per le scuole di tutta Italia dal 12 ottobre fino al termine dell’anno scolastico 2017/2018, con prenotazioni possibili sin d’ora.
Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:
Antonella Montesi
349/77.67.796
(dalle 15.00 alle 19.00)

CRAZY FOR FOOTBALL di Volfango De Biasi Recensione film Antonella Montesi

di Antonella Montesi

SKYDANCERS e RAICINEMA

presentano

 

CRAZY FOR FOOTBALL

di Volfango De Biasi

 

una distribuzione

Luce Cinecittà

 

Uscita evento: 20 febbraio 2017

In programmazione dal 23 febbraio 2017

 

 

Un gruppo di pazienti, alcuni molto giovani, che arrivano dai dipartimenti di salute mentale di tutta Italia.

Uno psichiatra, Santo Rullo, come direttore sportivo.

Un ex giocatore di calcio a 5, Enrico Zanchini, per allenatore.

Un campione del mondo di pugilato, Vincenzo Cantatore, a fare da preparatore atletico.

Sono questi i protagonisti di Crazy for Football, il docufilm sulla prima nazionale italiana di “calcetto” che concorre ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka.

Un viaggio dall’Italia al Giappone.

Si comincia con le prove di selezione per definire la rosa dei 12 che poi parteciperanno al ritiro, approdando finalmente al torneo più ambito, i campionati mondiali.

Ma a fare da filo conduttore un altro viaggio, più profondo, attraverso le rapide della coscienza di chi ha conosciuto lo smarrimento della malattia psichiatrica.

Un percorso in bilico fra sanità e follia che appartiene a tutti noi.

Un film dove i protagonisti sono i giocatori e non la loro malattia, con l’intenzione di combattere i pregiudizi che circondano chi soffre di disagio mentale. Il movimento come antidoto alla staticità, il calcio quindi come terapia salvifica, come condizione che fa sentire tutti uguali.

 

“Ho scelto di fare questo film perché per me rappresenta un impegno umano, civile e personale. Desidero affrontare insieme ai protagonisti, proprio come una squadra e con leggerezza, un tema che reputo importante: l’idea che il calcio possa guarire e a volte persino salvare la vita, restituire la speranza e la voglia di sognare”.

Una storia che vuole essere raccontata col carattere leggero e buffo delle storie di sport e commedia. Perché non è affatto detto che per fare sociale si debba mettere in mostra unicamente il tragico e rimestare nel senso di colpa collettivo. La coscienza del sociale può anche attivarsi aiutando ad aprire gli occhi su qualcosa che si conosce poco, e facendolo anche attraverso il sorriso. E perché no, tifando per i nostri eroi, matti per il calcio, impegnati in una magnifica avventura di sport.

Volfango De Biasi, regista

 

L’incontro sul campo di gioco garantisce un riavvicinamento tra il paziente e il suo quartiere, abbattendo le differenze tra i ‘sani’ e i ‘malati’. E, al contempo, il campo di calcio diventa il luogo in cui il paziente compie il primo passo nel ricominciare a vivere con gli altri. Persone che in qualche modo hanno smesso di rispettare le regole fuori dal campo, riescono però con facilità a seguire e accettare le regole del calcio, e questo apre spesso la strada a un completo recupero sociale. Vedremo accadere miracoli: persone che hanno la fobia del contatto con gli altri che si sciolgono nell’abbraccio dei compagni. Possiamo tutti vivere un momento di difficoltà profonda che fa perdere l’orientamento dei nostri comportamenti e delle nostre emozioni. Abbiamo il dovere di dire a tutti che, nel momento in cui arriva la difficoltà, è importante continuare a coltivare le nostre passioni – andare al cinema, fare sport – tutte cose che proteggono la nostra salute mentale, perché nel momento in cui le interrompiamo ci isoliamo dal mondo e questo diventa pericoloso”.

Santo Rullo, Presidente dell’Associazione Italiana di Psichiatria Sociale

 

“Anche se lo psichiatra Santo Rullo mi diceva che siamo tutti un po’ matti, che a tanti di noi, considerati “normali”, in realtà manca solo una diagnosi scritta su un certificato, anche se mi parlava di questo “stigma” e di come vada combattuto, io mi aspettavo difficoltà superiori e diverse rispetto a quelle di una squadra e di uno spogliatoio composto da persone “sane”.

E’ qui che mi sbagliavo ed è qui che ora rischio di diventare retorico: ovviamente “sbrocchi” e sceneggiate ce ne sono stati, ma non superiori e non troppo diversi dai tanti che ho visto in tanti anni come giocatore, allenatore e dirigente.

Ho però trovato una determinazione, una disponibilità al sacrificio e all’apprendimento, una fame di campo e di affermazione che solo le squadre vere hanno, quelle che prima o poi ottengono i risultati, e vincono. E noi abbiamo vinto perché, tra mille difficoltà e in pochissimo tempo, siamo riusciti ad avere le due caratteristiche fondamentali per ogni squadra del mondo, almeno secondo il mio modesto parere: essere un gruppo e avere un’identità di gioco.

E’ per questo, oltre che per tutto ciò che mi hanno regalato a livello emotivo, che non ringrazierò mai abbastanza i “miei” ragazzi”.

Enrico Zanchini, allenatore

 

Li ho visti arrivare a Roma con patologie diverse, ragazzi insicuri che non credevano in se stessi, con scheletri chiusi nelle loro teste, paurosi di affrontare la vita. Grazie a questa esperienza tutti sono cambiati, hanno riacquistato la voglia di mettersi in gioco e di sfidare. Ora non sono più secondi a nessuno, non sono l’emarginazione di nessun tipo di società”.

Vincenzo Cantatore, preparatore atletico  ex campione del mondo di pugilato

 

 

Il film esordirà nei cinema con un’uscita evento il 20 febbraio 2017 e sarà poi in programmazione dal 23 febbraio nelle principali città italiane.

Considerata la giovane età di molti dei suoi protagonisti e il suo altissimo valore umano, civile ed educativo “Crazy for football”,  film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione generale cinema e che ha il patrocinio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, sarà disponibile anche per le scuole di tutta Italia dal 23 febbraio fino al termine dell’anno scolastico, con prenotazioni possibili sin d’ora.

I ragazzi saranno conquistati dai protagonisti che provano, come tantissimi di loro, una grande passione per il calcio. Li sentiranno vicini per le storie di vita narrate e avranno l’opportunità di interrogarsi su fragilità e sfide che spesso toccano anche la loro adolescenza, in una prospettiva di speranza, impegno, solidarietà, consapevolezza che vie di soluzione e guarigione possono essere trovate.

 

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Il regista Volgango De Biasi racconta una scena di “Crazy for football”

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Speciale di Repubblica: “Il calcio è roba da matti: alla Festa di Roma una storia di coraggio e follia”

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Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:

 

Antonella Montesi

349/77.67.796

(dalle 15.00 alle 19.00)

antonella.montesi@yahoo.it

“Blogger Per Un Giorno” Concorso: Presentazione di due film

Ciao a tutti

Propongo qui due articoli di sponsorizzazione legati al concorso “Blogger Per Un Giorno”.

Questi due articoli sono due recensioni di film facendo anche un invito alla visione.

Sottolineo nuovamente il fatto che io non sia l’autore di questi articoli.

Prontoeducatore

LUCKY RED

presenta

 

Risultati immagini per domani luckyred

 

“DOMANI”

un film di Cyril Dion e Mélanie Laurent

 

 

Con già oltre 2 milioni di spettatori in Francia (molti dei quali studenti), arriva il 6 ottobre prossimo nei cinema italiani DOMANI, il documentario su alcune soluzioni semplici ma rivoluzionarie per costruire un futuro migliore.

Partendo da uno studio allarmante sulla situazione del nostro pianeta, i due registi sono andati in giro per il mondo alla ricerca degli esperimenti più riusciti nei campi dell’agricoltura, delle risorse energetiche, dell’urbanistica, della democrazia, dell’economia e dell’istruzione al fine di dimostrare che un nuovo domani è possibile.

 

Forse, in tutti questi campi, non esistono modelli perfetti, ma quello che emerge da questo viaggio è una nuova visione del mondo dove potere e autorità non sono un privilegio di pochi, ma dove tutto è collegato, interdipendente, come in natura; un mondo più complesso, dove la nostra vera forza è la diversità; dove ogni persona e ciascuna comunità sono autonome, quindi più libere, hanno più potere, quindi più responsabilità. Queste persone scrivono una nuova storia. Ci dicono che non è troppo tardi, ma ci dobbiamo dare da fare. Adesso!

Il film è così diventato un piccolo caso internazionale, capace di dimostrare come il cinema possa a tutti gli effetti assolvere una funzione educativa e politica importante.

Finora nessun documentario aveva scelto di narrare questa realtà in maniera positiva e costruttiva, contribuendo a proporre soluzioni e non limitandosi, quindi, a prevedere eventi catastrofici che generano paure invalidanti.

La visione di “Domani” può così inserirsi in un percorso didattico trasversale che coinvolge discipline e competenze diverse, che stimola il confronto e le relazioni interpersonali e che può essere di aiuto all’educazione alla cittadinanza attiva per la costruzione di un’etica di responsabilità a cui, soprattutto negli ultimi anni, la scuola italiana sta dedicando molta attenzione.

Gli stessi registi, nel realizzare questo film, desideravano fortemente creare qualcosa che fosse uno strumento accessibile, ottimista, piacevolmente fruibile e con un taglio pedagogico ben chiaro.

I ragazzi erediteranno molte situazioni disastrose, ma avranno anche la responsabilità e il potere per risolverle. Nasceranno per loro centinaia di mestieri nuovi e appassionanti per stabilizzare il clima, rilanciare la biodiversità, inventare nuove fonti di energia, nuovi mezzi di trasporto, nuovi modelli economici più efficaci e più equi, sistemi democratici alternativi… e “Domani” parla anche di questo.

 

Come affermano gli scienziati che Laurent e Dion hanno intervistato “ci restano vent’anni per agire!”, è una constatazione che ci spaventa, ma che allo stesso tempo ci sollecita a muoverci.

 

“Le soluzioni ci sono. Se ce la mettiamo tutta, se uniamo le nostre forze e i nostri cuori, possiamo cominciare a cambiare il mondo. Domani”.

 

Un road movie appassionato e ispiratore

Le Figaro

 

Un film sorprendente

Elle

Un piccolo grande caso

Avvenire

 

Un film dal grande valore educativo, che tutte le scuole dovrebbero vedere

Le Monde

 

Materiale didattico utile nella preparazione alle visioni e per dibattiti successivi ad esse è scaricabile gratuitamente dal sito http://www.luckyred.it/news-scuola.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del film http://www.domani-ilfilm.it/ (con sezioni Trailer, Attivisti, Gallery, Soluzioni, Scuole, Rassegna stampa)

 

 

DOMANI è proposto alle scuole di tutta Italia per l’intero anno scolastico 2016/2017.
Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:

 

UFFICIO SCUOLE LUCKY RED

NUMERO VERDE

800-050-662

scuole@luckyred.it


Consulenza attività e proiezioni scolastiche

LA VITA POSSIBILE

un film di Ivano De Matteo

 

con Margherita Buy, Valeria Golino,

Andrea Pittorino, Caterina Shulha

e con Bruno Todeschini

 

Dopo Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo torna alla regia con una storia d’amore e di amicizia, di speranza e cambiamento, un racconto emozionante sull’Italia di oggi con due protagoniste straordinarie: Margherita Buy e Valeria Golino. In fuga da un marito violento, Anna (Buy) e il figlio Valerio (Pittorino) sono accolti a Torino in casa di Carla (Golino), attrice di teatro e amica di Anna di vecchia data. I due cercano di adattarsi alla nuova vita tra tante difficoltà e incomprensioni, ma l’aiuto di Carla e quello inaspettato di Mathieu (Todeschini), un ristoratore francese che vive nel quartiere, gli faranno trovare la forza per ricominciare.
 
La vita possibile è un film sulla speranza, sulla forza delle donne, sulla capacità di nascere e rinascere ancora. Anna e suo figlio Valerio scappano da un uomo che ha demolito l’amore con le sue mani, che ha reso suo figlio un ragazzo chiuso, fragile, pieno di risentimento. Anna sarebbe potuta finire tra le colonne di un giornale, una notizia tra le notizie, il corpo spezzato di una donna che va ad aggiungersi alle centinaia di corpi di donne che ogni anno cadono nelle nostre case, nelle nostre strade. Vittime dell’inganno di sentimenti malati. Ma Anna non sarà lì. La “vita possibile” esiste, la via d’uscita c’è. Ribellarsi è non solo necessario ma anche doveroso. La possibilità è quella di trovare una folle e dolce amica che ti aiuta, una casa anche se piccola che ti accoglie, un lavoro seppur duro che ti sostiene. Un futuro. Magari ancora amore. Anna e Valerio lo sanno, sono convinti di poter tornare a vivere e lo vogliono con tutte le forze.
 
La vita possibile è proposto alle scuole di tutta Italia fino al termine dell’anno scolastico 2016/2017. Si ricordano ai docenti, come date particolarmente significative, quelle dei prossimi 20 novembre (Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) e dell’8 marzo 2017 (Giornata internazionale della donna).
 
Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:
Antonella Montesi
+39 3497767796 (dalle 15.00 alle 19.00)
 
Pressbook, rassegna stampa e trailer sono disponibili al link: