Il Volo Gigante

 

di  Nico Maraja

 

“Non ho niente da insegnare… Voglio soltanto divertire… Ma divertendosi con le mie storie, i bambini imparano

la cosa più importante: il gusto della lettura! Si staccano dal televisore, prendono familiarità con la carta

stampata. Più avanti nella vita questo allenamento gli servirà per affrontare temi più seri! E chi avrà cominciato

presto a leggere libri … andrà più lontano!” (R. Dahl)

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Scrittore creativo ed originale, Roald Dahl risulta uno degli autori per ragazzi più

celebrato ed amato. Ha sempre messo al centro dei suoi racconti il punto di vista dei

bambini, mostrandosi spesso irriverente nei confronti delle figure adulte. Dahl non fu

solo un grande scrittore per l’infanzia, ma anche un aviatore dell’Aereonautica inglese

durante la seconda Guerra Mondiale, una spia dei servizi segreti e uno sceneggiatore

di successo per il cinema.

Proprio sulla storia e sulle storie di questo eccentrico autore è incentrato lo spettacolo

“Roald Dahl, il Volo Gigante” di cui l’eclettico musicista e cantautore Nico Maraja ha

composto le musiche.

Uno spettacolo prodotto e ideato dalla storica compagnia romana Marionette

Accettella nel quale tre narratori-artisti si incontrano sul palco e, con un dialogo fra

discipline differenti (musica, recitazione e teatro di figura), dipanano la storia che,

come in un “volo fantastico”, a partire da episodi della biografia dell’autore, si

trasforma e si fonde nelle vicende degli eccentrici personaggi dei racconti di Dahl.

Le musiche di Nico Maraja accompagnano e descrivono dal vivo vicende e personaggi

dando voce alla fantasia degli spettatori in un’atmosfera magica tra canzone d’autore,

rap, sperimentazioni ed orchestrazioni classiche.

Con il contributo delle etichette Noteum e Non è Mica Dischi, quest’opera diviene un

vero e proprio album che cerca di raccogliere le suggestioni musicali ideate dal

cantautore-pianista per questo magico spettacolo.

Mentre lo spettacolo è una produzione del 2017, l’album viene pubblicato nel 2018 e

vede la partecipazione di Massimo De Lorenzo ed Enrico Accettella come voci narranti.

Ancora una volta, dopo “Diana” ed “Astrautore”, la penna di Maraja genera un’opera

onirica e fantasiosa dove questa volta il tema è il volo, tema tanto caro allo stesso

Dahl.

Una musica nata in un teatro per ragazzi ma che può facilmente volare a

raccontare suggestioni anche alle orecchie degli ascoltatori più grandi.

 

Nico Maraja

 

 

Contatti:

info@nicomaraja.com

Fb: Nico Maraja

Ig: Nico Maraja

Su Spotify:

Nico Maraja – Il Volo Gigante

 

 

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Dipendenza Affettiva: si può morire per amore?

 

di

Maria Mastrorilli, collaboratrice del blog (articoli e social)

 

 

L’amore nelle sue diverse forme di attaccamento e nelle sue manifestazioni più positive e più sane, rappresenta un naturale e profondo bisogno di ogni essere umano. Quando un rapporto affettivo diventa un “legame che stringe” o ancor peggio “dolorosa ossessione” in sui si altera quel processo di “dare” e “ricevere”, l’amore può trasformarsi in un’abitudine a soffrire fino a divenire una vera e propria “dipendenza affettiva”, un disagio psicologico che è in grado di vivere nascosto nell’ombra anche per l’intera vita di una persona, ponendosi tuttavia come la radice di un costante dolore e alimentando spesso altre gravi problematiche psicologiche, fisiche e relazionali. La DIPENDENZA AFFETTIVA (DA)è una modalità patologica di vivere la relazione, in cui la persona dipendente arriva a negare i propri bisogni ed a rinunciare al proprio spazio vitale pur di non perdere il partner, considerandolo unica e sola fonte di gratificazione nonché fondamentale fonte di “amore” e cura. Il punto tuttavia è che spesso questi partner non sono affatto gratificanti ma, al contrario, si tratta di persone con le quali si instaura una relazione insoddisfacente, infelice e dolorosa. Il dipendente affettivo infatti prova un tale bisogno, assoluto e ossessivo, di rassicurazione e di certezze da indurre una sorta di “perdita dell’Io” ed una condizione in cui l’altro rappresenta il solo elemento di ebbrezza e di gratificazione possibile. La DA fa parte delle cosiddette “New Addictions”, quelle forme di DIPENDENZE COMPORTAMENTALI,poiché non vedono coinvolta alcuna sostanza chimica (come alcol o sostanze di abuso): l’oggetto di queste dipendenze infatti è un comportamento (o una persona nel caso della DA) o un’attività lecita e socialmente accettata. La DA (Love Addiction) sembra una patologia declinata soprattutto al femminile e coinvolgente maggiormente le donne: il 99% dei soggetti dipendenti affettivi è di sesso femminile, con fascia di età variabile dalla post-adolescenza (età dai 20 ai 27) fino all’età adulta delle donne con figli. Nonostante la diversità di età, alcuni specifici elementi accomunano tutte queste donne: si tratta di donne fragili; bisognose di conferme;con una scarsa autostima;terrorizzate dal fantasma dell’abbandono; tendenti alla iperresponsabilizzazione; provenienti da famiglie problematiche(abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici, storia di alcolismo, bulimia o altre dipendenze nei genitori) nelle quali sono cresciute sviluppando un profondo e radicato vissuto di inadeguatezza ed indegnità personale. La DA si accompagna frequentemente ad altre condizioni di sofferenza psicologica: Disturbo Post-Traumatico da Stress conseguente ad abusi sessuali con manifestazioni quali incubi notturni, attacchi di panico, sintomi dissociativi, perdita di concentrazione e vuoti di memoria, distimia. Altre forme di dipendenza: ad esempio quella da cibo, sesso, gioco d’azzardo, sostanze o attività fisica; Disturbo Ossessivo Compulsivo; disturbi d’ansia. È possibile uscire dalla dipendenza affettiva, ma per farlo occorre andare alla scoperta di sé stessi, della propria identità e dei propri bisogni. Occorre imparare ad amarsi, e costruire una propria dimensione individuale ben distinta da quella dell’altro. Questa è la base imprescindibile per stare bene con sé e con gli altri, e per poter costruire un rapporto di coppia sano e basato sull’uguaglianza. È infatti illusorio pensare di poter trovare all’esterno quello che ci manca!. Il dipendente affettivocerca con ostinazione amore dagli altri, ma questa spirale di sofferenza può finalmente essere spezzata cercando innanzitutto la propria identità, per non rischiare di fondersi con l’altro e di perdersi definitivamente. L’amore sano è tra due persone, tra due cuori che crescono assieme e danno ognuno un proprio contributo al rapporto!. Nella dipendenza invece ci sono due individui che in realtà finiscono per fondersi e uno dei due per scomparire, come se non avesse diritto di esistere. Questo tipo di amore non può funzionare ma genera solo grande sofferenza!. È consigliabile ricorrere all’aiuto di un professionistache ci possa lentamente e delicatamente accompagnare lungo questo percorso di conoscenza e cambiamento radicale.

Dott.ssa Maria Mastrorilli, Educatrice professionale socio-pedagogica

BIBLIOGRAFIA E WEBGRAFIA:

“La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d’amore?”Cesare Guerreschi. Franco Angeli. 2011.

Dott.ssa Annalisa Barbier “La dipendenza affettiva: sintomi, origine e trattamento” https://www.psicoterapiapersona.it/dipendenza-affettiva/consultato in data 09/08/2018

Dott.ssa Monia Ferretti “Amore e dipendenza affettiva: come riconoscerla e superarla”http://www.eticamente.net/46025/dipendenza-affettiva-come-uscirne.htmlconsultato in data 09/08/2018

CRAZY FOR FOOTBALL di Volfango De Biasi Recensione film Antonella Montesi

di Antonella Montesi

SKYDANCERS e RAICINEMA

presentano

 

CRAZY FOR FOOTBALL

di Volfango De Biasi

 

una distribuzione

Luce Cinecittà

 

Uscita evento: 20 febbraio 2017

In programmazione dal 23 febbraio 2017

 

 

Un gruppo di pazienti, alcuni molto giovani, che arrivano dai dipartimenti di salute mentale di tutta Italia.

Uno psichiatra, Santo Rullo, come direttore sportivo.

Un ex giocatore di calcio a 5, Enrico Zanchini, per allenatore.

Un campione del mondo di pugilato, Vincenzo Cantatore, a fare da preparatore atletico.

Sono questi i protagonisti di Crazy for Football, il docufilm sulla prima nazionale italiana di “calcetto” che concorre ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka.

Un viaggio dall’Italia al Giappone.

Si comincia con le prove di selezione per definire la rosa dei 12 che poi parteciperanno al ritiro, approdando finalmente al torneo più ambito, i campionati mondiali.

Ma a fare da filo conduttore un altro viaggio, più profondo, attraverso le rapide della coscienza di chi ha conosciuto lo smarrimento della malattia psichiatrica.

Un percorso in bilico fra sanità e follia che appartiene a tutti noi.

Un film dove i protagonisti sono i giocatori e non la loro malattia, con l’intenzione di combattere i pregiudizi che circondano chi soffre di disagio mentale. Il movimento come antidoto alla staticità, il calcio quindi come terapia salvifica, come condizione che fa sentire tutti uguali.

 

“Ho scelto di fare questo film perché per me rappresenta un impegno umano, civile e personale. Desidero affrontare insieme ai protagonisti, proprio come una squadra e con leggerezza, un tema che reputo importante: l’idea che il calcio possa guarire e a volte persino salvare la vita, restituire la speranza e la voglia di sognare”.

Una storia che vuole essere raccontata col carattere leggero e buffo delle storie di sport e commedia. Perché non è affatto detto che per fare sociale si debba mettere in mostra unicamente il tragico e rimestare nel senso di colpa collettivo. La coscienza del sociale può anche attivarsi aiutando ad aprire gli occhi su qualcosa che si conosce poco, e facendolo anche attraverso il sorriso. E perché no, tifando per i nostri eroi, matti per il calcio, impegnati in una magnifica avventura di sport.

Volfango De Biasi, regista

 

L’incontro sul campo di gioco garantisce un riavvicinamento tra il paziente e il suo quartiere, abbattendo le differenze tra i ‘sani’ e i ‘malati’. E, al contempo, il campo di calcio diventa il luogo in cui il paziente compie il primo passo nel ricominciare a vivere con gli altri. Persone che in qualche modo hanno smesso di rispettare le regole fuori dal campo, riescono però con facilità a seguire e accettare le regole del calcio, e questo apre spesso la strada a un completo recupero sociale. Vedremo accadere miracoli: persone che hanno la fobia del contatto con gli altri che si sciolgono nell’abbraccio dei compagni. Possiamo tutti vivere un momento di difficoltà profonda che fa perdere l’orientamento dei nostri comportamenti e delle nostre emozioni. Abbiamo il dovere di dire a tutti che, nel momento in cui arriva la difficoltà, è importante continuare a coltivare le nostre passioni – andare al cinema, fare sport – tutte cose che proteggono la nostra salute mentale, perché nel momento in cui le interrompiamo ci isoliamo dal mondo e questo diventa pericoloso”.

Santo Rullo, Presidente dell’Associazione Italiana di Psichiatria Sociale

 

“Anche se lo psichiatra Santo Rullo mi diceva che siamo tutti un po’ matti, che a tanti di noi, considerati “normali”, in realtà manca solo una diagnosi scritta su un certificato, anche se mi parlava di questo “stigma” e di come vada combattuto, io mi aspettavo difficoltà superiori e diverse rispetto a quelle di una squadra e di uno spogliatoio composto da persone “sane”.

E’ qui che mi sbagliavo ed è qui che ora rischio di diventare retorico: ovviamente “sbrocchi” e sceneggiate ce ne sono stati, ma non superiori e non troppo diversi dai tanti che ho visto in tanti anni come giocatore, allenatore e dirigente.

Ho però trovato una determinazione, una disponibilità al sacrificio e all’apprendimento, una fame di campo e di affermazione che solo le squadre vere hanno, quelle che prima o poi ottengono i risultati, e vincono. E noi abbiamo vinto perché, tra mille difficoltà e in pochissimo tempo, siamo riusciti ad avere le due caratteristiche fondamentali per ogni squadra del mondo, almeno secondo il mio modesto parere: essere un gruppo e avere un’identità di gioco.

E’ per questo, oltre che per tutto ciò che mi hanno regalato a livello emotivo, che non ringrazierò mai abbastanza i “miei” ragazzi”.

Enrico Zanchini, allenatore

 

Li ho visti arrivare a Roma con patologie diverse, ragazzi insicuri che non credevano in se stessi, con scheletri chiusi nelle loro teste, paurosi di affrontare la vita. Grazie a questa esperienza tutti sono cambiati, hanno riacquistato la voglia di mettersi in gioco e di sfidare. Ora non sono più secondi a nessuno, non sono l’emarginazione di nessun tipo di società”.

Vincenzo Cantatore, preparatore atletico  ex campione del mondo di pugilato

 

 

Il film esordirà nei cinema con un’uscita evento il 20 febbraio 2017 e sarà poi in programmazione dal 23 febbraio nelle principali città italiane.

Considerata la giovane età di molti dei suoi protagonisti e il suo altissimo valore umano, civile ed educativo “Crazy for football”,  film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione generale cinema e che ha il patrocinio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, sarà disponibile anche per le scuole di tutta Italia dal 23 febbraio fino al termine dell’anno scolastico, con prenotazioni possibili sin d’ora.

I ragazzi saranno conquistati dai protagonisti che provano, come tantissimi di loro, una grande passione per il calcio. Li sentiranno vicini per le storie di vita narrate e avranno l’opportunità di interrogarsi su fragilità e sfide che spesso toccano anche la loro adolescenza, in una prospettiva di speranza, impegno, solidarietà, consapevolezza che vie di soluzione e guarigione possono essere trovate.

 

Clicca qui per scaricare il pressbook

 

Clicca qui per visionare il trailer

 

Il regista Volgango De Biasi racconta una scena di “Crazy for football”

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Speciale di Repubblica: “Il calcio è roba da matti: alla Festa di Roma una storia di coraggio e follia”

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Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:

 

Antonella Montesi

349/77.67.796

(dalle 15.00 alle 19.00)

antonella.montesi@yahoo.it

Recensione Libro di Martina Cecchi

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Cari lettori,

Ho deciso di presentarvi un libro particolare della dot.ssa Cecchi ( Martina Cecchi Pedagogista). L’articolo fa parte della rubrica #BloggerPerUnGiorno, articolo sponsorizzato pertanto faro’ solo una breve introduzione.

La pedagogista ha da poco pubblicato e disponibile in tutte le piattaforme ( Itunes, Andorid, ebook…)  questo racconto di una bambina con disturbi di apprendimento, tematica più che mai attuale e adatta a mio avviso anche ai genitori di quei bambini “speciali”.

Il libro tocca il tema della scuola e delle difficoltà che questi figli anno verso i genitori i quali la maggior parte delle volte non riescono a comprendere le loro esigenze se non debitamente guidati.

Prontoeducatore

Qui sotto propongo la presentazione dell’autrice stessa.

di Martina Cecchi 

Ho da poco auto-pubblicato un racconto per bambini/e che ha proprio come tematica di fondo i disturbi dell’apprendimento, un tema molto attuale e a me molto caro.

La protagonista, infatti, è una bambina che frequenta con fatica e frustrazione la classe 1° della scuola primaria. All’indomani della consegna delle pagelle, si ritrova in un paese sconosciuto dove le lettere non esistono. Grazie a Michele e Camilla, arriverà dalla strega Dislèxia, l’unica in grado di riportarla a casa. Conoscendola, scopriranno che è stata proprio quest’ultima ad eliminare dal paese tutti i segni scritti, a causa della sua difficoltà nel leggere gli incantesimi.

Il libro è scritto utilizzando un font free ad alta leggibilità.

La lettura di questo semplice racconto permette di affrontare diverse tematiche dalle forti connotazioni didattiche, educative, pedagogiche:

– stereotipi e pregiudizi (la strega, per es., non è così brutta o cattiva come i bambini se la immaginavano)

– difficoltà di apprendimento e insuccesso scolastico (l’importanza della perseveranza e dell’impegno costante, accettazione delle proprie specificità e difficoltà)

– amicizia (l’aiuto tra amici, l’empatia, rispetto dell’altro diverso da sè…)

Per tali motivi, si presta ad essere anche utilizzato per svolgere attività laboratoriali all’interno di progetti con i bambini/e, svolte sia dai docenti che dagli specialisti del settore.

Martina Cecchi

Pedagogista

ACQUISTA IL LIBRO QUI: https://www.amazon.it/Marlene-nel-paese-senza-lettere-ebook/dp/B01LZ54OXM

DISPONIBILE IN TUTTE LE PIATTAFORME

Itunes

https://itunes.apple.com/us/book/marlene-nel-paese-senza-lettere/id1154650144?mt=11

Android

Google libri e possibilità poi acquisto

https://books.google.it/books?id=qzcSDQAAQBAJ&pg=PA3&lpg=PA3&dq=martina+cecchi+marlene&source

=bl&ots=q6PuLMsBik&sig=VQmdfyuukHCBpaNio6flpr4OFik&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiO07jspo

DSAhXEPRoKHZEZDNQ4ChDoAQggMAA#v=onepage&q=martina%20cecchi%20marlene&f=false

 

 

“Blogger Per Un Giorno” Concorso: Presentazione di due film

Ciao a tutti

Propongo qui due articoli di sponsorizzazione legati al concorso “Blogger Per Un Giorno”.

Questi due articoli sono due recensioni di film facendo anche un invito alla visione.

Sottolineo nuovamente il fatto che io non sia l’autore di questi articoli.

Prontoeducatore

LUCKY RED

presenta

 

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“DOMANI”

un film di Cyril Dion e Mélanie Laurent

 

 

Con già oltre 2 milioni di spettatori in Francia (molti dei quali studenti), arriva il 6 ottobre prossimo nei cinema italiani DOMANI, il documentario su alcune soluzioni semplici ma rivoluzionarie per costruire un futuro migliore.

Partendo da uno studio allarmante sulla situazione del nostro pianeta, i due registi sono andati in giro per il mondo alla ricerca degli esperimenti più riusciti nei campi dell’agricoltura, delle risorse energetiche, dell’urbanistica, della democrazia, dell’economia e dell’istruzione al fine di dimostrare che un nuovo domani è possibile.

 

Forse, in tutti questi campi, non esistono modelli perfetti, ma quello che emerge da questo viaggio è una nuova visione del mondo dove potere e autorità non sono un privilegio di pochi, ma dove tutto è collegato, interdipendente, come in natura; un mondo più complesso, dove la nostra vera forza è la diversità; dove ogni persona e ciascuna comunità sono autonome, quindi più libere, hanno più potere, quindi più responsabilità. Queste persone scrivono una nuova storia. Ci dicono che non è troppo tardi, ma ci dobbiamo dare da fare. Adesso!

Il film è così diventato un piccolo caso internazionale, capace di dimostrare come il cinema possa a tutti gli effetti assolvere una funzione educativa e politica importante.

Finora nessun documentario aveva scelto di narrare questa realtà in maniera positiva e costruttiva, contribuendo a proporre soluzioni e non limitandosi, quindi, a prevedere eventi catastrofici che generano paure invalidanti.

La visione di “Domani” può così inserirsi in un percorso didattico trasversale che coinvolge discipline e competenze diverse, che stimola il confronto e le relazioni interpersonali e che può essere di aiuto all’educazione alla cittadinanza attiva per la costruzione di un’etica di responsabilità a cui, soprattutto negli ultimi anni, la scuola italiana sta dedicando molta attenzione.

Gli stessi registi, nel realizzare questo film, desideravano fortemente creare qualcosa che fosse uno strumento accessibile, ottimista, piacevolmente fruibile e con un taglio pedagogico ben chiaro.

I ragazzi erediteranno molte situazioni disastrose, ma avranno anche la responsabilità e il potere per risolverle. Nasceranno per loro centinaia di mestieri nuovi e appassionanti per stabilizzare il clima, rilanciare la biodiversità, inventare nuove fonti di energia, nuovi mezzi di trasporto, nuovi modelli economici più efficaci e più equi, sistemi democratici alternativi… e “Domani” parla anche di questo.

 

Come affermano gli scienziati che Laurent e Dion hanno intervistato “ci restano vent’anni per agire!”, è una constatazione che ci spaventa, ma che allo stesso tempo ci sollecita a muoverci.

 

“Le soluzioni ci sono. Se ce la mettiamo tutta, se uniamo le nostre forze e i nostri cuori, possiamo cominciare a cambiare il mondo. Domani”.

 

Un road movie appassionato e ispiratore

Le Figaro

 

Un film sorprendente

Elle

Un piccolo grande caso

Avvenire

 

Un film dal grande valore educativo, che tutte le scuole dovrebbero vedere

Le Monde

 

Materiale didattico utile nella preparazione alle visioni e per dibattiti successivi ad esse è scaricabile gratuitamente dal sito http://www.luckyred.it/news-scuola.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del film http://www.domani-ilfilm.it/ (con sezioni Trailer, Attivisti, Gallery, Soluzioni, Scuole, Rassegna stampa)

 

 

DOMANI è proposto alle scuole di tutta Italia per l’intero anno scolastico 2016/2017.
Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:

 

UFFICIO SCUOLE LUCKY RED

NUMERO VERDE

800-050-662

scuole@luckyred.it


Consulenza attività e proiezioni scolastiche

LA VITA POSSIBILE

un film di Ivano De Matteo

 

con Margherita Buy, Valeria Golino,

Andrea Pittorino, Caterina Shulha

e con Bruno Todeschini

 

Dopo Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo torna alla regia con una storia d’amore e di amicizia, di speranza e cambiamento, un racconto emozionante sull’Italia di oggi con due protagoniste straordinarie: Margherita Buy e Valeria Golino. In fuga da un marito violento, Anna (Buy) e il figlio Valerio (Pittorino) sono accolti a Torino in casa di Carla (Golino), attrice di teatro e amica di Anna di vecchia data. I due cercano di adattarsi alla nuova vita tra tante difficoltà e incomprensioni, ma l’aiuto di Carla e quello inaspettato di Mathieu (Todeschini), un ristoratore francese che vive nel quartiere, gli faranno trovare la forza per ricominciare.
 
La vita possibile è un film sulla speranza, sulla forza delle donne, sulla capacità di nascere e rinascere ancora. Anna e suo figlio Valerio scappano da un uomo che ha demolito l’amore con le sue mani, che ha reso suo figlio un ragazzo chiuso, fragile, pieno di risentimento. Anna sarebbe potuta finire tra le colonne di un giornale, una notizia tra le notizie, il corpo spezzato di una donna che va ad aggiungersi alle centinaia di corpi di donne che ogni anno cadono nelle nostre case, nelle nostre strade. Vittime dell’inganno di sentimenti malati. Ma Anna non sarà lì. La “vita possibile” esiste, la via d’uscita c’è. Ribellarsi è non solo necessario ma anche doveroso. La possibilità è quella di trovare una folle e dolce amica che ti aiuta, una casa anche se piccola che ti accoglie, un lavoro seppur duro che ti sostiene. Un futuro. Magari ancora amore. Anna e Valerio lo sanno, sono convinti di poter tornare a vivere e lo vogliono con tutte le forze.
 
La vita possibile è proposto alle scuole di tutta Italia fino al termine dell’anno scolastico 2016/2017. Si ricordano ai docenti, come date particolarmente significative, quelle dei prossimi 20 novembre (Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) e dell’8 marzo 2017 (Giornata internazionale della donna).
 
Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per gli studenti:
Antonella Montesi
+39 3497767796 (dalle 15.00 alle 19.00)
 
Pressbook, rassegna stampa e trailer sono disponibili al link: