La Didattica a Distanza: un primo bilancio di un nuovo modo di fare scuola

di Barbara Castellano, insegnante di scuola primaria e educatrice socio-pedagogica

Il primo mese di didattica a distanza, dopo la chiusura dei plessi scolastici, ha messo sicuramente in luce quanto la classe docente abbia lavorato per cercare di portare avanti l’anno scolastico in corso nel migliore dei modi e la disponibilità degli insegnanti a trovare soluzioni, per permettere a tutti gli studenti di proseguire il loro percorso di studi, preparandoli agli esami della scuola secondaria.

E’ fondamentale non far mancare la presenza agli alunni dei propri professori o maestri, in quanto le relazioni educative, specie quelle che s’instaurano con le fasce più giovani degli scolari, si basano sull’empatia fra il docente e i suoi allievi. 

Un sorriso del proprio maestro è sicuramente confortante e importante, in questo periodo di quarantena, dove traspariscono dagli adulti, in particolare, sentimenti di paura e di trepidazione che invadono la realtà quotidiana di ciascun nucleo familiare, nel quale vive uno scolaro, per cercare di riportare un po’ di serenità in una situazione di difficoltà per tutti, resa tale dall’emergenza sanitaria. 

La realizzazione della Didattica a Distanza è stata affidata ad insegnanti, non sempre preparati al compito richiesto, ma che stanno rispondendo alla nuova modalità proposta con dedizione ed impegno: ogni giorno ci si collega con i propri alunni attraverso piattaforme specifiche (Skype, Zoom, Meet, ecc…) facendo video-lezioni, interrogandoli, inviando compiti tramite email.

Il primo bilancio della DAD (acronimo di Didattica a Distanza), oltre ad essere stato positivo, ha comunque evidenziato alcune pecche della scuola italiana; una fra queste: che non tutti gli studenti di ogni ordine e grado, da Nord a Sud, possiedono una strumentazione adeguata, dai mezzi informatici (PC e Tablet) ad una buona connessione internet, che consenta un collegamento all’altezza per poter svolgere lezioni sulle varie piattaforme online, proposte dai vari registri elettronici in dotazione al personale docente. 

Il nuovo DPCM del 8 marzo 2020 ha stabilito che la modalità della DAD è diventata obbligatoria per tutti gli ordini e gradi della scuola, per poter far acquisire agli alunni le competenze di base e continuare con la programmazione in vista degli esami della scuola secondaria. 

L’ultimo mese di DAD, che coincide col mese di maggio, sarà un ulteriore banco di prova per tutti gli insegnanti, nell’impegnarsi a concludere quest’anno anomalo, nel quale si è stati chiamati a reinventare la didattica in una nuova modalità e che ha dato una spinta al cambiamento della classe dei professori.

Ci si sta già proiettando al nuovo anno scolastico da parte dei docenti e degli alunni, che dovranno saper far fronte alle nuove misure di contenimento del virus, imposte dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ma sicuramente con un rinnovato spirito di insegnamento e d’apprendimento.

Bibliografia

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2020

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