Lo scoutismo

Vi presento qui il video YouTube relativa alla pedagogia di Baden Powell ( lo scoutismo). Ho evidenziato i punti salienti della sua pedagogia e del suo modello educativo in particolare nel concetto di cittadino del mondo.

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https://www.youtube.com/watch?v=ZrVIN0B8BOE


Lo scarabocchio infantile: la prima forma d’arte del bambino


di Barbara Castellano, collaboratrice del blog.

Lo scarabocchio è la prima forma d’arte che il bambino attua quando diventa abile nei movimenti con la mano ed è la chiave di accesso privilegiata al suo mondo interiore. 

Lui incomincia a disegnare intorno al dodicesimo mese e lo vive come un gioco qualsiasi che può svolgere nel corso di diverse situazioni ludiche.  

Tutti i bambini amano disegnare in momenti precisi della giornata ed apprendono che questa è un’attività divertente e può essere svolta o in compagnia o da soli. 

L’avvicinamento al foglio avviene intorno al primo anno di vita, quando il fanciullo inizia a prendere in mano le sue prime matite e pennarelli e da lì che scopre di poter lasciare delle tracce sul foglio e piano piano diventa un’attività, con la quale incomincia comunicare con il mondo attorno a sé e in modo particolare con gli adulti di riferimento.  

Con l’andare del tempo lui perfeziona la sua capacità di attenzione, coordinazione oculo-manuale, ciò significa che ci sarà un miglioramento graduale del controllo dello sguardo con i movimenti della mano, che impugnano la matita e di tutte le altre capacità cognitive che gli consentiranno di progredire ed acquisire nuove competenze. 

In questo lasso di tempo il bambino sperimenta sul foglio le prime forme circolari e le linee che poi nello stadio successivo daranno vita alla forma del corpo umano, a quella del sole e dell’albero. 

Lo scarabocchio infantile ha inizio al diciottesimo mese e si conclude intorno ai due anni; in una prima fase dello sviluppo, l’infante apprende dimestichezza con il foglio ed inizia a tracciare linee casuali; lo spazio della carta viene colmato da forme centrifughe che si posizionano dalla base del foglio più vicina al corpo del piccolo per poi allontanarsene gradualmente.  

Si nota che il disegno si posiziona particolarmente da una parte del foglio; destra o sinistra, cioè è detto omolaterale, dipende prevalentemente dall’uso di una o dell’altra mano.  

In questo momento dell’evoluzione infantile, il processo di lateralizzazione non è ancora completamente definito, ossia la prevalenza di una parte del corpo rispetto all’altra e si stabilizzerà verso i sei anni, all’entrata alla scuola primaria. 

In questa fase detta dello scarabocchio disordinato, il disegno del fanciullo si mostra ancora come una scarica motoria di cerchi e di linee senza una direzione ben precisa e sono casuali fra loro, manca uno reale controllo tra lo sguardo e i movimenti della mano e anche per l’intenzionalità nel disegno; si tratta prevalentemente di una fase di scoperta del gesto e dello spazio del foglio. 

In seguito si passa alla fase definita dello scarabocchio controllato, nella quale il bambino padroneggia maggiormente i movimenti della mano con lo sguardo e rende più regolari le forme, disegnando cerchi e linee distaccate fra loro.  

Dopo di questa fase, segue lo stadio del pre-schematismo che comincerà intorno ai due anni per concludersi i verso i sei anni. 

Il disegno è l’espressione del mondo interiore di ciascun bambino e si deve tener conto che la realtà è percepita, vista e sentita secondo il suo particolare modo d’interpretarla.  

Si possono analizzare le linee e il tratto dal disegno infantile; esse possono esprimere gli stati emotivi del soggetto come tristezza, gioia, fatica e sicurezza; invece un insieme di linee spezzate potrà significare rabbia o collera mentre un tracciato con linee arrotondate e smussate rifletterà dei vissuti di serenità e pacatezza. 

Il disegno infantile ci parla della vita interiore del bambino, del suo sapersi misurare con le relazioni sociali e con quelle familiari, dei suoi sogni, delle sue paure e delle sue ansie. 

Di Barbara Castellano – collaboratrice del blog, insegnante di scuola primaria e educatrice socio-pedagogica 

Bibliografia e Webgrafia  

Lo scarabocchio infantile di Melania Cavalli-Arteterapeuta- http://www.percorsiformativi06.it 

Il significato del disegno infantile di Anna Oliverio Ferraris; Bollati Boringhieri, 2012. 

Dispense – L’interpretazione del disegno infantile- Seminario della Dott.ssa Sara Febo (psicologa e mediatrice familiare) – www.igeacps.it 

Articolo – Lo-scarabocchio-le-prime rappresentazioni grafiche dei bambini -l http://www.disegnoinfantile.it 


Capire le emozioni: dalla psicologia alla pedagogia

 

Quante volte indoviniamo le emozioni o le espressioni facciali dell’altro? Oppure quanto volte ci soffermiamo su un dettaglio? Sappiamo riconoscere chi mente? Hai detto mai una bugia? menti abitualmente?

Gli studi sulle emozioni sono abbastanza numerosi in campo psicologico uno tra questi è lo studio delle espressioni e microespressioni facciali eseguito da Paul Ekman ( psicologo e professore universitario statunitense) noto per i suoi studi in questo senso.

Tali studi sono noti al grande anche per la nota serie tv usa Lie To Me.

Leggendo il libro dell’autore diviso in tre parti: una parte teorica di analisi dettagliata dei suoi studi insieme al suo team di esperti in Papua Nuova Guinea mostrando che le emozioni sono universali. Sono state fatte numerose prove nelle diverse parti dell’Isola.

Capire le emozioni_ dalla psicologia alla pedagogia social tubaanail

La seconda parte è una parte teorica riguardo le emozioni di base con alcune fotografie dettagliate di un uomo e una donna in formato foto tessera nella quale mostrano le diverse espressioni facciali o meglio le emozioni di base tristezza, paura, sorpresa, rabbia…

Emozioni che proviamo anche noi appunto essendo universali.

Significativa questa parte per poter comprendere la terza e ultima parte più pratica.

La terza parte infatti include alcune fotografie ed esercizi pratici che si possono fare in gruppo anzi è preferibile oppure in due per poter essere allenati a riconoscere non solo le emozioni ma sopratutto a riconoscere una bugia o la persona che mente.

Come dicevo nel video è importante anche per chi lavora nel sociale sopratutto pedagogista ed educatore il quale lavora a strettissimo contatto e quotidianamente con l’utenza fragile e problematica.

Lo consiglio caldamente come lettura ed approfondimento. Trovate anche numerosi articoli, video e libri sempre dell’autore.

Qui sotto vi suggerisco il link Amazon dove ho preso spunto per il libro e il video.

Fonti:
giù la amschera eikman
Link Amazon (sono affiliata)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’arteterapia come approccio educativo rivolto a tutte le fasce d’età

di Barbara Castellano, collaboratrice blog.

L’arteterapia è l’arte della narrazione cheogni persona intraprende per trovare la propria modalità per esprimersi artisticamente.

L’arteterapia significa terapia attraverso l’arte, ossia associa l’attività creativa con finalità estetica all’obiettivo di curare, di alleviare e di migliorare problemi, sintomi e malattie, è considerata un percorso di appoggio e di cura a livello psicologico e psicoterapeutico.

Essa è un recente campo di studi che si è sviluppato nei paesi anglosassoni (Usa e Inghilterra) verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, e ha trovato il suo primissimo impiego nella riabilitazione dei soldati che rientravano dal fronte di guerra, per aiutarli a superare i loro problemi psichici.

In Italia è approdata negli anni ’70, in particolare, quando c’è stato il mutamento dei servizi di Salute Mentale, determinato dalla riforma del Servizio del Sistema Nazionale Sanitario.

Attualmente l’arteterapia è considerata una tecnica di sviluppo personale, di autoconoscenza, e di espressione emotiva.

Sebbene gli effetti della contemplazione dell’arte sulla mente e sulla fisiologia umana fossero già noti agli antichi, solo in un momento successivo, grazie alla psicoanalisi freudiana dalla quale deriva ed alle esperienze della psicoterapia dinamica, l’arteterapia si sviluppò come una disciplina autonoma con un proprio carattere multidisciplinare e multiprofessionale.

Essa ha trovato un forte impulso negli studi americani, ed è stata definita dall’AATA(American Art Therapy Association) come una professione nell’ambito della salute mentale che usa il processo creativo per migliorare e risollevare il benessere fisico, mentale ed emotivo degli individui, a prescindere dalla loro età.

In questo modo, diventa fondamentale la credenza che il processo creativo e l’espressione artistica aiutino le persone a risolvere conflitti e problemi, a sviluppare le abilità interpersonali, a gestire i comportamenti, a ridurre lo stress, ad aumentare l’autostima e la coscienza di sé stessi, ed a raggiungere l’insight(introspezione).

La descrizione precedente è l’accezione psicologica ed analitica del processo dell’arteterapia. Ciò che conta è che si può inoltre usare questo percorso da un punto di vista socio-educativo ed esso è rivolto a tutte le fasce d’età.

Quando l’arteterapia è indirizzata ad essere un intervento socio-educativo, essa contribuisce a dare risposte alle necessità sociali o personali di ogni individuo coinvolto nel processo; attraverso le attività di ozio e di tempo libero per scoprire le potenzialità nascoste ed inoltre per appoggiare i processi di interazione sociale delle persone implicate.

Il ruolo professionale dell’arteterapeuta, in questo caso, è quello dell’istruttore- mediatore, che ha il compito di condurre il laboratorio-atelier, di organizzare lo spazio, e di controllare la presenza di tutto il materiale prima che arrivino gli utenti.

L’arteterapeuta dà l’’impostazione al laboratorio secondo il metodo scelto, con obiettivi di sviluppo socio-educativi distinti fra loro; accoglie le persone in un’atmosfera calma e tranquilla, nella quale mette a suo agio gli utenti, ed indirizza il lavoro artistico, in considerazione del gruppo di riferimento e delle problematiche presenti.

L’arteterapeuta pone la sua figura in maniera discreta, cercando nell’espressione artistica la vera fonte del cambiamento della persona, avviando il percorso su attività di tipo plastico, manuale, e di disegno.

Il mezzo che unisce le due parti (arteterapeuta-utente), coinvolte nel procedimento, si riferisce essenzialmente al prodotto artistico.

Il linguaggio usato è quello delle immagini o degli oggetti prodotti, finalizzati ad uno sviluppo comunitario o personale, all’integrazione sociale, ed alla ricreazione del singolo e del gruppo nel suo complesso.

Dott.ssa Barbara Castellano- insegnante, educatrice socio-pedagogica

Biografia e webgrafia:

Arieti S. (1979) – Creatività La sintesi magica -ed. Il Pensiero Scientifico1979

Dierssen, M. (2016) El cerebro artístico. La creatividad desde la neurociencia

Lopez Martinez, M.D. (2010) Arteterapia. Concepto y evolución histórica

Articolo diwww.ilgiardinodeilibri.it/speciali/arteterapia-come-funziona-e-in-cosa-consistedell’ottobre 2017

Il Volo Gigante

 

di  Nico Maraja

 

“Non ho niente da insegnare… Voglio soltanto divertire… Ma divertendosi con le mie storie, i bambini imparano

la cosa più importante: il gusto della lettura! Si staccano dal televisore, prendono familiarità con la carta

stampata. Più avanti nella vita questo allenamento gli servirà per affrontare temi più seri! E chi avrà cominciato

presto a leggere libri … andrà più lontano!” (R. Dahl)

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Scrittore creativo ed originale, Roald Dahl risulta uno degli autori per ragazzi più

celebrato ed amato. Ha sempre messo al centro dei suoi racconti il punto di vista dei

bambini, mostrandosi spesso irriverente nei confronti delle figure adulte. Dahl non fu

solo un grande scrittore per l’infanzia, ma anche un aviatore dell’Aereonautica inglese

durante la seconda Guerra Mondiale, una spia dei servizi segreti e uno sceneggiatore

di successo per il cinema.

Proprio sulla storia e sulle storie di questo eccentrico autore è incentrato lo spettacolo

“Roald Dahl, il Volo Gigante” di cui l’eclettico musicista e cantautore Nico Maraja ha

composto le musiche.

Uno spettacolo prodotto e ideato dalla storica compagnia romana Marionette

Accettella nel quale tre narratori-artisti si incontrano sul palco e, con un dialogo fra

discipline differenti (musica, recitazione e teatro di figura), dipanano la storia che,

come in un “volo fantastico”, a partire da episodi della biografia dell’autore, si

trasforma e si fonde nelle vicende degli eccentrici personaggi dei racconti di Dahl.

Le musiche di Nico Maraja accompagnano e descrivono dal vivo vicende e personaggi

dando voce alla fantasia degli spettatori in un’atmosfera magica tra canzone d’autore,

rap, sperimentazioni ed orchestrazioni classiche.

Con il contributo delle etichette Noteum e Non è Mica Dischi, quest’opera diviene un

vero e proprio album che cerca di raccogliere le suggestioni musicali ideate dal

cantautore-pianista per questo magico spettacolo.

Mentre lo spettacolo è una produzione del 2017, l’album viene pubblicato nel 2018 e

vede la partecipazione di Massimo De Lorenzo ed Enrico Accettella come voci narranti.

Ancora una volta, dopo “Diana” ed “Astrautore”, la penna di Maraja genera un’opera

onirica e fantasiosa dove questa volta il tema è il volo, tema tanto caro allo stesso

Dahl.

Una musica nata in un teatro per ragazzi ma che può facilmente volare a

raccontare suggestioni anche alle orecchie degli ascoltatori più grandi.

 

Nico Maraja

 

 

Contatti:

info@nicomaraja.com

Fb: Nico Maraja

Ig: Nico Maraja

Su Spotify:

Nico Maraja – Il Volo Gigante