I tre libri pedagogici che sto leggendo

Vi propongo qui il nuovo podcast relativo ai tre libri pedagogico di recente lettura.

Spero vi interessano e sono adatti a tutti sopratutto ad educatori, psicologi, assistenti sociali… ecc.

Oppure su Itunes podcast

https://podcasts.apple.com/it/podcast/i-tre-libri-pedagogici-che-sto-leggendo/id1385115501?i=1000435529287

Oppure su spreaker

Vi ringrazio

Maria Sara

Il Giardino della Pedagogia

Podcast del Giardino Della pedagogia

Uno dei podcast del Giardino. Scopri il resto in Spreaker, iTunes oppure Spotify.

Trovi gli audio educativi dei video e non solo. 😉

Il tempo nell’ambito educativo

In una società dell’immediatezza, dell’istantaneo, del qui ed ora e della scarsa capacità di prendersi del tempo per se stessi o per il prossimo la tematica temporale risulta essere la più attuale.

Non siamo più in grado di attendere nei differenti aspetti della vita quotidiana ma anche nel lavoro educativo con l’utente. La pazienza, il sapere aspettare è ormai solo un lontano ricordo.

Non siamo più in grado di comprendere e attivare quella relazione di aiuto adeguata al tempo previsto e non calcolato come se ci fosse questa tipologia temporale.

La programmazione, l’agenda delle nostre attività quotidiane e di progettazione pedagogica è piena di impegni i quali spesso non riusciamo a seguirli. Facciamo molta fatica e perdiamo una notevole quantità di energie.

Se per caso nel nostro lavoro non otteniamo o non risolviamo una determinata cosa reagiamo in modo aggressivo e nervoso. L’utente, nel caso del progetto educativo lo percepisce e puo’ compromettere l’intero lavoro.

La relazione educatore – educando deve tendere alla reciprocità, alla solidarietà ma anche ad essere rigoroso per alcuni versi in quanto è fondamentale stabilire le regole tra le parti.

Il tempo non è solo sovrano dobbiamo anche perdere tempo ricordando la pedagogia della lumaca di Zavalloni.

Il tempo deve diventare il nostro alleato e non il nostro nemico come accade nella nostra società. Il tempo è prezioso e dobbiamo saperlo gestire correttamente anche per noi stessi perdendo anche il tempo come già esplicato.

Vi propongo qui sotto un breve video di IGTV ( Instagram tv) sulla pazienza in pedagogia. Vi ricordo di seguirmi anche su Instagram e igtv per poter vedere altri video!

Concludo questo breve articolo con due domande: Sapete realmente gestire il vostro tempo? Riuscireste a perdere tempo?

Maria Sara

Il Giardino Della Pedagogia

Lo scoutismo

Vi presento qui il video YouTube relativa alla pedagogia di Baden Powell ( lo scoutismo). Ho evidenziato i punti salienti della sua pedagogia e del suo modello educativo in particolare nel concetto di cittadino del mondo.

Vi invito a iscrivervi al canale per poter ricevere le notifiche dei video e attivare la campanella. Questo vi permette di scoprire di più il mio blog!

https://www.youtube.com/watch?v=ZrVIN0B8BOE


Lo scarabocchio infantile: la prima forma d’arte del bambino


di Barbara Castellano, collaboratrice del blog.

Lo scarabocchio è la prima forma d’arte che il bambino attua quando diventa abile nei movimenti con la mano ed è la chiave di accesso privilegiata al suo mondo interiore. 

Lui incomincia a disegnare intorno al dodicesimo mese e lo vive come un gioco qualsiasi che può svolgere nel corso di diverse situazioni ludiche.  

Tutti i bambini amano disegnare in momenti precisi della giornata ed apprendono che questa è un’attività divertente e può essere svolta o in compagnia o da soli. 

L’avvicinamento al foglio avviene intorno al primo anno di vita, quando il fanciullo inizia a prendere in mano le sue prime matite e pennarelli e da lì che scopre di poter lasciare delle tracce sul foglio e piano piano diventa un’attività, con la quale incomincia comunicare con il mondo attorno a sé e in modo particolare con gli adulti di riferimento.  

Con l’andare del tempo lui perfeziona la sua capacità di attenzione, coordinazione oculo-manuale, ciò significa che ci sarà un miglioramento graduale del controllo dello sguardo con i movimenti della mano, che impugnano la matita e di tutte le altre capacità cognitive che gli consentiranno di progredire ed acquisire nuove competenze. 

In questo lasso di tempo il bambino sperimenta sul foglio le prime forme circolari e le linee che poi nello stadio successivo daranno vita alla forma del corpo umano, a quella del sole e dell’albero. 

Lo scarabocchio infantile ha inizio al diciottesimo mese e si conclude intorno ai due anni; in una prima fase dello sviluppo, l’infante apprende dimestichezza con il foglio ed inizia a tracciare linee casuali; lo spazio della carta viene colmato da forme centrifughe che si posizionano dalla base del foglio più vicina al corpo del piccolo per poi allontanarsene gradualmente.  

Si nota che il disegno si posiziona particolarmente da una parte del foglio; destra o sinistra, cioè è detto omolaterale, dipende prevalentemente dall’uso di una o dell’altra mano.  

In questo momento dell’evoluzione infantile, il processo di lateralizzazione non è ancora completamente definito, ossia la prevalenza di una parte del corpo rispetto all’altra e si stabilizzerà verso i sei anni, all’entrata alla scuola primaria. 

In questa fase detta dello scarabocchio disordinato, il disegno del fanciullo si mostra ancora come una scarica motoria di cerchi e di linee senza una direzione ben precisa e sono casuali fra loro, manca uno reale controllo tra lo sguardo e i movimenti della mano e anche per l’intenzionalità nel disegno; si tratta prevalentemente di una fase di scoperta del gesto e dello spazio del foglio. 

In seguito si passa alla fase definita dello scarabocchio controllato, nella quale il bambino padroneggia maggiormente i movimenti della mano con lo sguardo e rende più regolari le forme, disegnando cerchi e linee distaccate fra loro.  

Dopo di questa fase, segue lo stadio del pre-schematismo che comincerà intorno ai due anni per concludersi i verso i sei anni. 

Il disegno è l’espressione del mondo interiore di ciascun bambino e si deve tener conto che la realtà è percepita, vista e sentita secondo il suo particolare modo d’interpretarla.  

Si possono analizzare le linee e il tratto dal disegno infantile; esse possono esprimere gli stati emotivi del soggetto come tristezza, gioia, fatica e sicurezza; invece un insieme di linee spezzate potrà significare rabbia o collera mentre un tracciato con linee arrotondate e smussate rifletterà dei vissuti di serenità e pacatezza. 

Il disegno infantile ci parla della vita interiore del bambino, del suo sapersi misurare con le relazioni sociali e con quelle familiari, dei suoi sogni, delle sue paure e delle sue ansie. 

Di Barbara Castellano – collaboratrice del blog, insegnante di scuola primaria e educatrice socio-pedagogica 

Bibliografia e Webgrafia  

Lo scarabocchio infantile di Melania Cavalli-Arteterapeuta- http://www.percorsiformativi06.it 

Il significato del disegno infantile di Anna Oliverio Ferraris; Bollati Boringhieri, 2012. 

Dispense – L’interpretazione del disegno infantile- Seminario della Dott.ssa Sara Febo (psicologa e mediatrice familiare) – www.igeacps.it 

Articolo – Lo-scarabocchio-le-prime rappresentazioni grafiche dei bambini -l http://www.disegnoinfantile.it